IL FANTASMA DI DESANA

Castello di Desana Vercelli

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Si racconta che, nella seconda metà del 1500, l’odiato conte Bernardo Tizzoni, ormai in tarda età, si innamora perdutamente di una giovane ed avvenente fanciulla, la quale, per motivi di palese interesse, accetta di diventare sposa del vecchio e ricco signorotto di Desana. Il castello era frequentato da letterati ed artisti di ogni parte d’Italia e dalle nobili famiglie della zona, tra le quali anche i conti Tizzoni di Rive, altro ceppo della famiglia dei Tizzoni di Desana. A differenza dei Tizzoni di Desana che, avendo una Zecca all’interno  del castello e battendo monete (false) di ogni parte d’Europa e che potevano contare su ricchezze considerevoli, quelli di Rive navigavano in cattive acque.

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Il rampollo di quest’ultima famiglia, pare fosse un gran bel giovanotto in cerca di dote. Bernard era molto geloso della sua avvenente consorte ma, si sa, in un castello dove si organizzano balli, feste, banchetti e gira molta bella gente come era allora a Desana, si faceva fatica a controllare tutto e tutti. È così che la bella fanciulla, si innamora del giovane conte di Rive. Di lì a poco, Bernardo li scopre e tenta di cacciare il giovane ma, con un raggiro inaudito, i due ragazzi riescono a rinchiudere Bernardo nella torre di destra del castello dove, suo malgrado, soggiornerà fino alla sua morte. Pare che da allora e ancora oggi, l’anima inquieta di Bernardo, vaghi per il castello alla ricerca della sua bella consorte al fine di consumare la sua terribile vendetta. È proprio nella torre di destra del castello che, qualche anno fa,uno dei fratelli Vercellone, attuali proprietari del castello,vive un’esperienza a dir poco inquietante.

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Mentre si trova in un bagno creato nella torre in questione, cerca di afferrare l’accappatoio e, questo, con un movimento inequivocabile, si arretra. Incredulo, il padrone di casa, cerca di riafferrare l’accappatoio ma invano, decidendo un po’ impaurito, di ovviare con un altro asciugamano.

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Di fatto, il fantasma non ha mai fatto del male ai presenti del castello; si è però fatto sentire altre volte nei modi più disparati: da rumori inspiegabili in alcune stanze del secondo piano dell’ala centrale del castello a fruscii di grandi maglie di catene, per arrivare addirittura a scambi di immagini sui quadri appesi. Ognuna di queste esperienze, eccetto la prima, è stata assistita da più persone e non solo dai proprietari del castello.

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