ORTO BOTANICO DI LUCCA

Il fantasma di Lucida Mansi – Orto Botanico di Lucca

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Il Giardino botanico di Lucca, realizzato per volere dei Borboni nel 1820, è un luogo stregato. Ireneo Bellotta scrive che «ci si può anche non credere, ma è proprio [nel laghetto di questa verde oasi] che in certe notti va a sprofondare, dopo tre vorticosi giri delle mura, un carro tutto di fuoco». All’interno vi sarebbe lo spettro della bellissima e seminuda Lucida Mansi, che per rimanere giovane in eterno vendette la sua anima al diavolo. Proprio quest’ultimo guiderebbe il carro infernale in alcune notti tenebrose.

Lucida Mansi, figlia di nobili lucchesi, era una donna molto attraente e libertina. Uccideva gli amanti che le facevano visita, facendoli cadere, dopo le prestazioni amorose, in botole irte di lame affilatissime.
Una mattina però le sembrò di scorgere sul suo viso una quasi impercettibile ruga: il passare del tempo stava spegnendo la sua bellezza. Lucida, disperata, pianse e si lamentò tanto che apparse di fronte a lei un magnifico ragazzo, il quale le promise trent’anni di giovinezza in cambio della sua anima. Dietro le fattezze del ragazzo si nascondeva però il Diavolo. Lucida accettò il patto. Per il tutto il tempo pattuito con il Diavolo le persone che la circondavano continuavano a invecchiare, mentre lei manteneva intatta la sua bellezza e perdurava nella sua dissolutezza, fagocitando lusso e ricchezza e continuando a uccidere i suoi amanti.

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Trent’anni dopo questo patto, la notte del 14 agosto 1646, il Diavolo ricomparve per prendersi ciò che gli spettava. Lucida, ricordatasi della scadenza, tentò di ingannarlo: si arrampicò sulle ripide scale della Torre delle ore con la speranza di allontanare la sua fine inevitabile.A mezzanotte in punto il Diavolo avrebbe preso la sua anima. Ma il tentativo di bloccare la campana fallì, Lucida non fece in tempo a fermare le lancette dell’orologio e così il Diavolo la caricò su una carrozza infuocata e la portò via con sé attraversando le Mura di Lucca fino a gettarsi nelle acque del laghetto dell’Orto botanico comunale di Lucca.

Ancora oggi chi immerge il capo in questo lago pare possa vedere il volto addormentato di Lucida Mansi. Nelle notti di luna piena pare oltretutto che sia possibile vedere la carrozza mentre dirige la donna verso l’inferno e sentirne le grida. Altre fonti individuano il fantasma della bella lucchese vagare nel palazzo di Villa Mansi a Segromigno, luogo in cui essa soleva intrattenere e poi giustiziare i suoi amanti.

Molte sono le leggende che, a Lucca e dintorni, descrivono la figura della bella Lucida Mansi. Si narra che avesse fatto addirittura uccidere il marito per potersi dedicare completamente alla vita galante, agli abiti preziosi, ai gioielli. Amava talmente se stessa da avere bisogno di circondarsi di specchi che riflettevano continuamente la sua immagine.

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Ma alla fine, il diavolo tornò a riprendersi quello che gli spettava e trascinò fra le urla disperate Lucida Mansi nelle profondità dell’inferno. I due sprofondarono in una voragine senza fondo che si aprì nel pavimento di Palazzo Mansi e che, per un lungo lasso di tempo, si dice, non fu possibile chiudere in alcuna maniera.

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Il foro infernale corrisponderebbe ad un cerchio ancora oggi visibile nella pavimentazione della cosiddetta Camera degli Sposi. Secondo un altra leggenda, in quel punto ci sarebbe stato un tempo, invece, un trabocchetto dotato di affilatissime lame nel quale precipitavano i giovani amanti della perfida Lucida, dopo aver soddisfatto le voglie della padrona di casa. Un metodo senz’altro molto radicale ed efficace per salvaguardare la propria reputazione. Qualcun’altro colloca la trappola mortale sotto il pavimento nel Castello di Catureglio, nei pressi di Borgo a Mozzano, altro edificio di proprietà dei Mansi.

Ma, irrequieta com’era da viva, pare che la bella Lucida non sia riuscita a trovare pace nemmeno dopo la morte. C’è chi afferma che il suo fantasma appaia di notte, completamente nudo e su un cocchio infuocato sulle mura di Lucca; e dopo un breve tratto al galoppo precipiti come una furia per immergersi nel piccolo lago dell’Orto Botanico, in un terreno maledetto che un tempo fu il luogo di sepoltura di giustiziati, eretici ed appestati. E chi fa attenzione può avere la fortuna di vedere il bel viso di Lucida riflettersi, come in un specchio, nell’acqua del laghetto o di ascoltare i suoi sospiri.
Ma il suo fantasma, a quel che si dice, abita le notti di tutti i luoghi legati, in qualche modo, alla famiglia Mansi. A Palazzo Mansi, dove nella già citata Camera degli Sposi vi è, accanto ad uno specchio un ritratto che la tradizione vuole sia proprio quella di Lucida. E poi nel castello di Catureglio, nella splendida Villa Mansi di Segromigno e, addirittura, sul greto del torrente Sana, in Garfagnana. Si racconta di uomini che, avendo incontrato lo spettro, se ne sono innamorati fino ad impazzire.

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